Grande Albergo Maugeri. Mozia
Mozia, oggi
San Pantaleo, è una delle quattro isole della Riserva Naturale Regionale dello Stagnone di Marsala (Tp).
Fondata alla fine dell'VIII secolo a.C., era una delle più floride colonie fenicie del Mediterraneo. Nel 397 a.C. fu distrutta dai Greci e mai più ricostruita. Per questo motivo costituisce una rara testimonianza di insediamento di tipo fenicio-punico pervenuto quasi integro. I primi scavi si devono a Giuseppe Whitaker, inglese, industriale vinicolo e proprietario dell'isola, che nei primi anni del '900 iniziò l'esplorazione del suolo riportando alla luce reperti d'età arcaica.
Sull'isola si erge l'abitazione dei Whitaker, oggi trasformata in museo.
Mozia è collegata alla terraferma da un argine sommerso che riappare con la bassa marea. Un tempo questo bassissimo specchio di mare era attraversato da carri carichi delle pregevoli uve coltivate sull'isola.
Oggi si raggiunge l'isola con la barca attraverso un canale che costeggia le saline. In pochissimo tempo si può visitare:
I resti del
Santuario di Cappiddazzu, il più importante luogo di culto dell'isola, circondato da un temenos (muro di cinta)
La
Necropoli arcaica con tombe cinerarie
Il
Tophet, un vasto recinto sacro dove si celebravano i culti delle divinità. Qui sono state rinvenute le urne cinerarie dei sacrifici (si dice fossero bambini, poi sostituiti con animali) e circa 1000 stele votive (indispensabili per la conoscenza del mondo punico)
Il
Kothon, un porto artificiale costruito secondo le tipiche tecniche del mondo fenicio-punico
La
Casa dei Mosaici, splendida dimora caratterizzata da colonne doriche e da un mosaico raffinato realizzato con ciottoli marini appartenuta sicuramente ad un ricco moziese
Il
Museo che espone i materiali rinvenuti sull'isola. Tra i più interessanti si ricordano: le stele, i vasetti di vetro, le ceramiche, un gruppo scultoreo che raffigura due leoi in lotta con un toro e, quando non è in mostra altrove, la famosa statua in marmo del Giovane di Mozia, detto anche Auriga di Mozia.